Provincia di Alessandria
DIPARTIMENTO AMBIENTE TERRITORIO E INFRASTRUTTURE
Alessandria, 21 Settembre 2007
Protocollo Generale n. 133334
VERBALE CONFERENZA DI SERVIZI
20 settembre 2007
OGGETTO: Fase Di Verifica della procedura di V.I.A. L.R. 40/98 per “Progetto per realizzazione impianto di produzione bioetanolo da cereali” in frazione di Rivalta Scrivia del Comune di Tortona (AL).
PROPONENTE: IBP Italian Bio Products S.P.A., Località Ribrocca, 15057 Tortona (AL).
Il giorno Giovedì 20 settembre 2007, alle ore 10:00, presso la Sala Riunioni della Provincia di Alessandria, Piano Terreno, Via Galimberti n. 2, 15100 Alessandria, si è svolta la prima riunione della Conferenza di Servizi convocata con nota protocollo generale n. 119210 del 20 agosto 2007, per la discussione in oggetto.
Erano presenti i Signori:
Dott. Paolo BISOGLIO A.R.P.A Piemonte, Dipartimento Provinciale di Alessandria;
Arch. Daria MARZUOLI, Regione Piemonte, Settore Decentrato Urbanistica Territoriale;
Geom. Enrico TAVERNA, Comune di Tortona;
Sig.ra Stefania THALER, Comune di Tortona;
Sig. Mario RICCA, ENEL Distribuzione di Alessandria;
On. Renzo PENNA, Assessore all’Ambiente Territorio e Infrastrutture;
Geom. Rizieri COSTA, Provincia di Alessandria, Direzione Viabilità LL.PP., Reparto 5 di Tortona;
Ing. Elena BIORCI, Provincia di Alessandria, Servizio emissioni in atmosfera e inquinamento acustico;
Geom. Giancarlo POZZI, Provincia di Alessandria, Servizio emissioni in atmosfera e inquinamento acustico;
Arch. Pasquale MORROI, Provincia di Alessandria, Servizio Tecnico ed Energia;
Ing. Mauro POGGIO Provincia di Alessandria, Servizio Risorse Idriche;
Sig. Fabrizio ANTONA CORDARA Provincia di Alessandria, Servizio Risorse Idriche;
Ing. Claudio COFFANO, Provincia di Alessandria, Dirigente Settore Pianificazione, Difesa del Suolo, V.I.A., Servizi Tecnici;
Geom. Samanta TOGNON, Provincia di Alessandria Servizio V.I.A.;
Dott.ssa Maria Cristina REGGIANI Provincia di Alessandria, Servizio Affari Amministrativi Dipartimento Ambiente;
Dott. Marco GRASSANO, Responsabile del procedimento;
Dott.ssa Alessandra IANNUCCI, Verbalizzante.
In qualità di uditori erano presenti:
Sig. Salvatore DI CARMELO, PRC Cons. Provinciale;
Sig. Enzo PERNIGOTTI, Comitato Civico per Rivalta Vivibile;
Sig. Lino BALZA, Medicina Democratica;
Sig. Giulio ARMANO, Rete Ambientalista Alessandria.
Per la IBP ITALIAN BIO PRODUCTS S.P.A. erano presenti:
Ing. Stefano CIPARELLI;
Ing. Marco SANCHINI;
Ing. Ennio RADO;
Ing. Massimo CERBONI.
In apertura di lavori si procede con la verifica delle presenze e con l’apposizione delle firme sull’apposito registro.
L’Ing. COFFANO, Dirigente Direzione Pianificazione, Difesa del Suolo, V.I.A., Servizi Tecnici, Provincia di Alessandria, alle ore 10:25 apre i lavori della Conferenza lasciando la parola alla Dott.ssa REGGIANI, Provincia di Alessandria, Servizio Affari Amministrativi Dipartimento Ambiente che dà lettura delle osservazioni e dei pareri pervenuti e precisamente:
in primis le osservazioni [protocollo di ricevimento n. 132785 del 20/09/2007] a firma di Gian Piero Godio, Responsabile Settore Energia Legambiente Piemonte, portavoce di alcune Associazioni Ambientaliste (Legambiente Piemonte-Settore Energia, Legambiente Circolo di Tortona, Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, Progetto ambiente Tortona, Comitato per Rivalta pulita, Associazione dei Comitati della Fraschetta, Rete ambientalista provinciale) e a cui si associano i rappresentati presenti dei Verdi e del Partito di Rifondazione Comunista, che si riporta di seguito integralmente:
Premessa: la trasformazione di cereali in carburanti presenta forti connotati di irrazionalità ed insostenibilità. Prima di presentare le proprie osservazioni a proposito del potenziale impatto ambientale che l’impianto in oggetto potrà avere a livello locale, le scriventi associazioni di tutela ambientale non possono non esprimere la propria profonda perplessità in merito alla sostenibilità “globale” della tecnologia proposta, dal punto di vista energetico, ambientale, economico ed etico.
Energia: in merito al bilancio energetico del processo di coltivazione del mais e della sua successiva trasformazione in etanolo, gli studi scientifici disponibili a livello internazionale non assicurano unanimemente neppure che il saldo energetico reale complessivo possa essere positivo, e quegli studi che lo stimano positivo valutano che il “profitto energetico” dell’intero processo sia assai esiguo.
Ambiente: la coltura intensiva del mais comporta un uso massiccio di fertilizzanti e di pesticidi, nonché di acqua per l’irrigazione, ed un notevole uso del territorio, stimabile indicativamente in alcuni metri quadrati di terreno agricolo produttivo per ogni litro di etanolo ottenuto annualmente. Inoltre anche il processo di fermentazione del mais e di concentrazione dell’etanolo presenta un impatto ambientale non secondario.
Economia: pur limitandosi ad una valutazione molto superficiale, si intuisce che l’intero processo non avrebbe giustificazioni economiche se non fosse sostenuto con fondi pubblici attraverso la defiscalizzazione del carburante ottenuto.
Etica: appare assai ingiusto sottrarre, alle già insufficienti risorse alimentari del pianeta, ingenti quantitativi di cereali, per trasformarli in carburanti: i primi effetti di questa scelta assurda sono già direttamente verificabili osservando la recente crescita del prezzo dei cereali. Specifiche osservazioni sulla necessità di assoggettare l’impianto in oggetto alla procedura di VIA
Sensibilità ambientale dell’area: l’interesse ambientale nonché la sensibilità dell’area nella quale è prevista la realizzazione dell’impianto è attestata anche dalla presenza del Sito di Importanza Comunitaria IT 1180004 “Greto dello Scrivia”, con relativa Zona di Protezione Speciale. La valutazione completa di quanto l’opera possa influenzare le componenti ambientali di questa area non può che essere fatta in sede di Valutazione di Impatto Ambientale.
Qualità ambientale attuale della componente Aria: il Comune di Tortona è stato assegnato allo zona “1” (cioè la peggiore) nell’allegato 1 alla deliberazione della Giunta Regionale 11 novembre 2002, n. 14-7623 “Attuazione della legge regionale 7 aprile 2000 n. 43, “Disposizioni per la tutela dell’ambiente in materia di inquinamento atmosferico. Prima attuazione del Piano regionale per il risanamento e la tutela della qualità dell’aria”. Aggiornamento dell’assegnazione dei Comuni piemontesi alle Zone 1, 2 e 3. Indirizzi per la predisposizione e gestione dei Piani di Azione, pubblicata sul B.U. n. 47 del 21 novembre 2002”.
Non solo il Comune di Tortona, ma anche molti Comuni circostanti, quali Alessandria, Castelnuovo Scrivia, Viguzzolo, Bosco Marengo, Pozzolo Formigaro, Pontecurone, Novi Ligure, ecc) presentano già oggi una qualità dell’aria che è al di fuori degli standard di qualità ambientale definiti dalla normativa vigente e sono infatti ricompresi nella “Zona di Piano” della Provincia di Alessandria.
La deliberazione regionale precedentemente citata prevede, al punto 2.1.1, i criteri per l’adozione di provvedimenti stabili per le Zone di Piano, ed in particolare quelli per alcune attività lavorative e per gli impianti produttivi, e che, a proposito delle autorizzazione di questi ultimi, la deliberazione prevede esplicitamente quanto segue:
“In tutti i Comuni assegnati alla Zona di Piano, le Province valutano le domande di autorizzazione di installazione o modifica di insediamenti produttivi ed infrastrutture con particolare attenzione agli effetti a breve e lungo termine delle nuove emissioni in atmosfera, perseguendo un bilancio ambientale positivo e fermo restando l’obbligo dell’applicazione della migliore tecnica e tecnologia disponibile ed, ove possibile, quella delle tecnologie emergenti”.
Rilevato che l’impianto in esame risulta presentare un bilancio ambientale “non positivo” a seguito delle ingenti emissioni dirette ed indirette di NOx e CO e polveri che lo caratterizzano e che sono tutte puramente aggiuntive, appare evidente che è indispensabile poter valutare con la massima accuratezza l’impatto dell’opera proposta sulla qualità dell’aria e la sua compatibilità complessiva nell’ambito della procedure di VIA.
Produzione di rifiuti: alle associazioni scriventi non risulta sufficientemente approfondito, nella relazione tecnica presentata dal Proponente, l’aspetto della produzione di rifiuti, che, stanti le dimensioni e la tipologia dell’impianto proposto, si presume possa essere assai significativa. Non appare neppure totalmente scontato che il materiale ottenuto dalla essiccazione dei residui della fermentazione (denominato “DDGS”), in assenza di una specifica destinazione industriale o agricola preventivamente accertata, non sia da considerarsi un vero e proprio rifiuto, prodotto nella notevole quantità di oltre 200.000 tonnellate all’anno. Anche le caratteristiche e la destinazione di tale importante prodotto/rifiuto devono necessariamente essere approfondite e comprovate nella fase di VIA.
Rischio di incidenti: le caratteristiche chimico fisiche dell’etanolo, le elevatissime quantità in campo (circa duecentomila tonnellate ogni anno), le necessità di lunghi trasporti, rendono verosimile il pericolo di incidenti e, pertanto, si ravvisa la necessità di una completa analisi dei relativi rischi nella fase di VIA.
Conclusioni: alle associazioni scriventi, i dati e le informazioni di carattere ambientale, territoriale e tecnico, in base ai quali sono stati individuati e valutati i possibili effetti che il progetto può avere sull’ambiente appaiono del tutto insufficienti, specie se raffrontati alla delicatezza ed importanza degli equilibri ambientali dell’area interessata ed al fatto che, già nella situazione attuale, gli standard di qualità ambientale definiti dalla normativa vigente per la componente Aria sono stati superati. Alla luce delle considerazioni sopra riportate e di quanto previsto all’Allegato E della Legge Regionale 14 dicembre 1998, n. 40 (Allegato che per chiarezza si riporta nel seguito, sottolineandone l’importanza), si chiede la sottomissione dell’opera in oggetto alla procedura di VIA al fine di poterne valutare approfonditamente la coerenza e la congruità con gli obiettivi di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente ed il reale rapporto tra i costi ambientali ed i benefici ambientali, prendendo in considerazione tutte le componenti interessate.
Si richiede inoltre alla Provincia di Alessandria, nella sua qualità di “Autorità Competente”, di rendersi disponibile ad un confronto pubblico, al fine di poter fornire più dettagliate informazioni in merito alle possibili conseguenze ambientali del progetto proposto.
Quindi il Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Alessandria, [protocollo di ricevimento 122034 del 28/08/2007] comunica la non competenza.
A seguire l’Ing. COFFANO dà lettura del parere Servizio Tecnico ed Energia della Provincia di Alessandria dal quale si rileva quanto segue:
dagli elaborati progettuali visionati si evince che l’impianto in argomento è, unicamente, finalizzato alla produzione di bioetanolo da agricolture e che il combustibile prodotto, in toto o in parte, non viene impiegato per l’esercizio di nuova centrale elettrica da fonte rinnovabile, per tale motivo lo scrivente Servizio Tecnico ed Energia non ha competenza in materia ad eccezione della verifica autorizzativa ai sensi della Legge n. 239/2004, art. 1 comma 56 lettera a), prevista per “l'installazione e l’esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali”, in considerazione dell’emanazione del Decreto Legislativo 2 febbraio 2007, n. 26 “Attuazione della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità” e che modifica la denominazione di “oli minerali” in “prodotti energetici”, quale l’etanolo potrebbe essere.
A tal proposito si è provveduto a formulare apposita richiesta formale all’Agenzia delle Dogane, Ufficio di Alessandria, competente in materia fiscale.
E del parere dell’Organo Tecnico, riunitosi con il supporto tecnico scientifico di A.R.P.A. in data 18 settembre 2007, e dal quale si rileva quanto segue:
il sito prescelto risulta adiacente alla Ditta Noble Sport definita stabilimento a rischio di incidente rilevante ai sensi del D.Lgs. n. 334/99 e del D.Lgs. n. 238/2005. I Comuni sul cui territorio sono presenti industrie a rischio di incidente rilevante debbono provvedere, sulla base delle informazioni fornite dai gestori, alla stesura dell’elaborato “RIR” previsto dall’art. 4 del D.M. 9/05/2001. Il suddetto elaborato tecnico costituisce parte integrante e sostanziale dello strumento urbanistico che indica e norma aree di rispetto in relazione all’entità del rischio individuato, all’interno delle quali saranno disciplinate il regime e la destinazione d’uso dei suoli e delle edificazioni. All’interno della documentazione in nostro possesso, riguardante l’impianto in oggetto, non si evince alcun riferimento a tale criticità ed inoltre, per quanto è di nostra conoscenza, l’elaborato tecnico - RIR non risulta essere stato predisposto. A tal riguardo l’art. 16.2, comma 7, delle N. di A. del P.T.P definisce la seguente norma transitoria: “nella fascia di rispetto di metri lineari 100 dall’insediamento o nell’area di rischio se già individuata, in assenza di specifica variante di adeguamento al P.T.P. che normi la destinazione d’uso dei suoli in base al fattore di rischio, gli interventi ammessi sono relativi esclusivamente alla modificazione del patrimonio edilizio esistente”.
Considerato che l’impianto proposto in oggetto tratta materiali infiammabili si ritiene indispensabile l’elaborazione del R.I.R. affinché si possa valutare un eventuale aggravio del preesistente livello di rischio.
Non è stato approntato un dettagliato piano di approvvigionamento che permetta di verificare la positività del bilancio ambientale alle emissioni, così come prescritto dalla normativa regionale e recepito dalla D.G.P. 380 del 18.07.07.. In relazione sono infatti indicati parametri emissivi dei mezzi di trasporto utilizzati sia in fase di cantiere e sia in fase di attività dell’impianto, ma non è possibile, non conoscendo la provenienza di tali mezzi, stabilire il quantitativo di inquinanti immessi in atmosfera.
La valutazione della qualità dell’aria riportata in relazione non tiene conto della normativa regionale di settore e non evidenzia l’inserimento del Comune di Tortona in Zona di Piano 1.
I dati relativi alle precipitazioni atmosferiche riportati in relazione e considerati descrittivi per l’area interessata dall’impianto, risalgono agli anni ’70, mettono in evidenza una discrepanza non trascurabile se confrontati con gli altri dati riferiti ad anni più recenti.
Il materasso alluvionale dell’area in oggetto risulta normalmente costituito da alternanze di livelli grossolani caratterizzati da ghiaie e ciottoli eterometrici e poligenici con scarsa matrice argillosa e livelli fini argilloso-limosi; l’alternanza di tali livelli permeabili ed impermeabili comporta la presenza di una falda multistrato posizionata su più livelli e talora possono essere presenti orizzonti sospesi (di modesta entità) anche al di sopra del livello freatico principale.
Lo studio geologico presenta, pertanto, ancora molti dubbi e carenze; in particolare non è stato possibile esaminare, tra la documentazione pervenuta, alcuna sezione idrogeologica o stratigrafia di sondaggio esaustiva del sottosuolo nel sito in oggetto.
La relazione allegata, presenta esclusivamente una valutazione del clima acustico attuale, riferita al periodo diurno, dell’area che verrà interessata dall’impianto.
Si rammenta che per tutti i nuovi impianti deve essere redatta una valutazione di impatto acustico ai sensi della D.G.R. 2/2/2004, n. 9/11616.
Nell’ambito di tale valutazione deve essere in particolare verificato il rispetto dei valori limite assoluti e differenziali, per tutti i recettori interessati dalla rumorosità dell’impianto, sia per il periodo diurno e sia per il periodo notturno (trattandosi di impianto a ciclo continuo installato successivamente all’entrata in vigore del D.M. Ambiente 11/12/96).
L’area, notevolmente carente di infrastrutture, in quanto la viabilità locale risulta già fortemente compromessa dalla presenza della zona industriale esistente a nord del nuovo impianto e considerando che il progetto ipotizza un incremento del traffico pesante causato dall’approvvigionamento delle materie prime, risulta decisamente insufficiente la descrizione sommaria della viabilità utilizzata per supportare tale incremento. È inoltre descritto che gran parte dei prodotti utilizzati per i processi di trasformazione verranno trasportati tramite ferrovia ma non viene menzionato se è già in corso un accordo tra la rete ferroviaria nazionale e la ditta interessata che definisca le modalità di trasporto.
La documentazione presentata, inoltre, non riporta uno specifico studio sulla viabilità provinciale interessata dall’intervento, che si ritiene indispensabile vista l’importanza dell’intervento ed il numero di mezzi previsti.
In particolare nello studio presentato non sono approfondite le seguenti criticità inerenti la viabilità provinciale:
• Studio dell’accesso alla S.P. n. 148 in conformità al D.M. 19/04/2006 “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali”
• Valutazione della capacità del tratto di S.P. n. 148 interessato dal transito dei mezzi pesanti ed eventuale adeguamento dello stesso alla sagoma F1 di cui al D.M. 05/11/2001 “Norme Funzionali e Geometriche per la costruzione delle strade”. Si evidenzia che non sarà possibile per i mezzi pesanti utilizzare l’accesso alla S.P. 148 dalla ex SS 211 in Località Rivalta, per il quale la Provincia di Alessandria intende adottare una limitazione di peso
• Studio dei flussi di traffico in corrispondenza dell’intersezione tra la Strada Comunale Savonese e la ex SS 211 “della Lomellina”, con eventuale realizzazione di una rotatoria;
• Studio della capacità della ex SS 211 e valutazione del Livello di Servizio attuale e al termine dell’intervento.
Quindi la parola viene lasciata all’Ing. POGGIO Provincia di Alessandria, Servizio Risorse Idriche per il parere di competenza dallo stesso sintetizzato, ma che si riporta di seguito integralmente:
in un’area attualmente a destinazione agricola, sita nella frazione di Rivalta Scrivia del Comune di Tortona, il progetto in esame prevede la realizzazione e l’esercizio di un impianto per la produzione di bioetanolo da cereali (in particolare mais) di potenzialità pari a 200.000 t/anno di alcool prodotto.
Dall’esame del progetto si evidenzia, per quanto di competenza del Servizio Scrivente, che gli impatti sull’ambiente idrico derivanti dalla realizzazione e dall’esercizio dell’attività prevista possono essere suddivisi come segue:
a) Impatti derivanti dall’impianto vero e proprio la cui realizzazione è prevista in riva sinistra del Torrente Scrivia su area di superficie pari a circa 107 300 mq, attualmente non edificata e priva di alcuna infrastruttura o servizio.
In tale impianto il Proponente segnala che le acque verranno gestite come segue:
- Acqua di approvvigionamento per uso idropotabile ed igienico–sanitario
l’approvvigionamento dall’acqua per uso idropotabile ed igienico–sanitario sarà realizzato con la connessione al nodo più vicino della rete di distribuzione.
- Acqua per uso antincendio e di processo
Si prevede di scavare un pozzo per l’approvvigionamento idrico di processo.
Sarà realizzata una vasca da 4.500 m3 per l’utilizzo antincendio. La rete dell’acqua per uso antincendio dell’insediamento, per palesi ragioni igieniche, deve essere completamente separata da quella illustrata al punto precedente per uso potabile e sanitario.
- Fognature per acque reflue
E’ prevista una rete fognaria di stabilimento costituita da:
- Fogna acque nere, per la raccolta dei reflui dalle zone di permanenza del personale e per la raccolta delle acque di lavaggio delle apparecchiature, collegata alla fognatura comunale
- Fogna bianca per acque meteoriche. Questa rete fognaria sarà indirizzata ad un serbatoio di raccolta per le acque di prima pioggia (450 m3) o direttamente in roggia per gli eventi meteorici successivi. Le acque di prima pioggia verranno inviate, previa analisi, alla depurazione comunale.
- L’impianto non scaricherà acque di processo. Gli unici scarichi sono costituiti da:
• Blow down torri di raffreddamento: ~ 30 m3/h
• Blow down caldaie produzione vapore: 10 m3/h max
• Blow down impianto addolcimento a membrane: 4 m3/h max
Queste acque, esenti da inquinamento, saranno scaricate in fogna bianca.
L’impianto scaricherà in fogna acque nere le acque di lavaggio delle apparecchiature, caratterizzate da un carico inquinante di composizione analoga al mais di partenza.
La descrizione effettuata circa gli impatti ed i dati forniti appaiono scarsi e spesso contraddittori. Inoltre, tenuto conto delle soluzioni proposte dal Proponente ed al fine di formulare un giudizio, è necessario acquisire una serie di ulteriori elementi esterni al Servizio Scrivente ed in particolare i pareri di:
- Ente Gestore dell’impianto di adduzione acqua;
- Ente Gestore della fognatura comunale;
- Autorità d’Ambito (ATO6);
- Comune di Tortona;
- Comitato Tecnico Provinciale Consultivo per l’Ambiente.
b) Impatti derivanti dall’approvvigionamento delle materie prime utilizzate per la produzione del bioetanolo (mais).
Prima di trattare questo aspetto si espongono alcune constatazioni fornite dal Proponente ed inserite nella relazione tecnica:
- relativamente alle precipitazioni meteoriche: “………..Attualmente la piana tortonese rappresenta, nell’ambito della pianura padana, l’area più arida, in quanto la precipitazione annua negli ultimi due anni di questo secolo si è ridotta nel 2005 a 468,6 mm e nel 2006 a 407,8 mm. Come è noto le aree definibili “predeserto” presentano precipitazioni medie annue al di sotto di 500 mm, per cui questi valori inducono a svolgere un attento monitoraggio meteorologico per stabilire se tale evento rappresenti o meno una reale tendenza alla diminuzione delle piogge nell’area del Tortonese.”
- relativamente al Torrente Scrivia:
“……..è un corso d’acqua a regime prettamente prealpino, caratterizzato da un primo massimo di portata nel periodo tra la primavera e l’estate, favorito dalle abbondanti precipitazioni e dallo scioglimento delle nevi e da un secondo massimo di portata in autunno, dato dalle abbondanti piogge, intervallato da periodi di discrete magre nel periodo estivo.
Dal Rapporto sullo stato dell’Ambiente edito da ARPA nel 2006, si evince che la portata media in m3/s misurata nella stazione di Serravalle Scrivia è pari a 6,72, con un deficit di portata relativo rispetto al valore medio del periodo storico di riferimento (2000 – 2004) pari a –39% ( si consideri deficit =(portata-portata media)/(portata media).”
- relativamente alle falde idriche sotterranee:
“La percentuale di punti in classe 1, con caratteristiche qualitative pregiate, è relativamente bassa per entrambe le falde (1% falda superficiale e 9% falde profonde).
Per quanto riguarda la falda superficiale i punti si distribuiscono in maniera abbastanza omogenea all’interno delle classi 2 (buone caratteristiche idrochimiche e impatto antropico ridotto), 3 (impatto antropico significativo e qualità dell’acqua buona ma con segnali di compromissione) e 4. Solo al 13% dei punti è stata assegnata la classe 0 (qualità dell’acqua scadente per cause naturali).
Per quanto concerne le falde profonde, quasi la metà dei punti monitorati rientra in classe 2, il 31% in classe 0, mentre la distribuzione appare abbastanza omogenea nelle classi 1, 3 e 4.
La percentuale di punti in classe 4 è, come prevedibile, decisamente maggiore per la falda superficiale, primo bersaglio della contaminazione proveniente dalle attività antropiche di superficie, rispetto alle falde profonde, naturalmente più difese.
L’esistenza comunque di punti in classe 4 o anche solo con la presenza di contaminanti è da ricondurre essenzialmente ad aspetti legati alle caratteristiche costruttive delle opere e al degrado delle stesse.
Sui pozzi delle falde profonde classificati in classe 4 sono stati infatti svolti specifici approfondimenti che hanno evidenziato in molti casi evidenti contributi da parte dell’acquifero superficiale, sia con captazioni multifalda, che attraverso la possibilità di comunicazione tra l’acquifero superficiale e i primi livelli produttivi dell’acquifero profondo.
Le criticità rilevate sono riconducibili quindi a situazioni locali piuttosto che ad una reale compromissione qualitativa delle falde profonde.
Dall’esame della mappa dello stato chimico delle falde superficiali si evince che nei dintorni di Tortona si hanno classi di qualità che vanno da 2 a 4, mentre relativamente alle falde profonde non è evidente la classificazione del loro stato chimico.”
Sulla base delle considerazioni suesposte e dalle constatazioni del Servizio scrivente si evidenzia che:
- i dati ISTAT si rilevano che la produzione agricola di mais della Provincia di Alessandria relativa all’anno 2006 risulta essere pari a 129.153 tonnellate e rappresenterebbe, ammesso di volerla utilizzare tutta per la produzione del bioetanolo, una percentuale pari al 20% di quello necessaria a soddisfare le condizioni di esercizio (628.000 tonnellate); per garantire il fabbisogno richiesto è evidente che occorre prevedere un approvvigionamento esteso su un territorio nettamente più vasto, o in alternativa, aumentare la superficie destinata a tale coltura;
- il mais rappresenta una coltura parecchio idroesigente. Elevate rese si ottengono con massicce irrigazioni ed abbondante uso di fertilizzanti (nitrati), diserbanti e antiparassitari. Gia la sua coltivazione, ora destinata ad usi alimentari e zootecnici presenta parecchie criticità dovute sia all’inquinamento delle falde che all’approvvigionamento idrico. E’ evidente a tutti che nei periodi estivi molti corsi d’acqua letteralmente “spariscono” quando sono in atto i prelevi idrici destinati all’irrigazione; i prelievi dalla falda sotterranea sono già estremamente sostenuti e oltre a rappresentare un rischio per la loro integrità, inducono a costi energetici cospicui indotti dal continuo abbassamento del livello della stessa. (ad esempio: la portata derivata a scopo irriguo nel territorio del Comune di Tortona è pari a 347 mc/sec notevolmente superiore alla portata prelevabile dal Torrente Scrivia; quindi se ne deduce che la stragrande maggioranza dei prelievi a scopo irriguo sono effettuati tramite approvvigionamento dalla falda sotterranea).
- nell’anno corrente si prevede un drastico calo della produzione dovuta alle condizioni metereologiche caratterizzate da scarse precipitazioni e di conseguenza una ulteriore sensibile riduzione dei quantitativi di mais e di altri cereali disponibili sul mercato. Questo fenomeno è chiaramente evidenziato dall’andamento dei prezzi cresciuti in maniera esponenziale in evidente contraddizione con l’affermazione del proponente tesa, invece, ad indicare un mercato caratterizzato da un eccesso di produzione nonché la possibilità di mettere a coltura nuove aree;
- l’incremento dell’utilizzo del suolo agricolo da coltivare può essere effettuato con riduzione delle superfici destinate ad altre colture o con disboscamenti di aree non vocate alla coltivazione del mais con conseguente ulteriore riduzione delle condizioni della biodiversità ed incremento dei fenomeni di dissesto idrogeologico;
- non sono disponibili studi ufficiali che dimostrino che produrre il bioetanolo sia conveniente dal punto di vista energetico, anzi spesso si sostiene che il bilancio sia negativo. Tale incertezza si ritiene debba essere rimossa;
- è necessario garantire la conformità alle indicazioni previste dal Piano di Tutela delle Acque a garanzia dei corpi idrici ricettori e delle falde sotterranee e a tale necessità lo studio del proponente non fornisce alcun elemento di giudizio.
In conclusione appare chiaro che il progetto risulta molto carente e pertanto non può rappresentare uno strumento di supporto per l'autorità decisionale, finalizzato a individuare, descrivere e valutare l’impatto sulla matrice “acqua” e comunque in termini ambientali complessivi gli effetti della realizzazione e soprattutto dell’esercizio dell’impianto produttivo proposto.
Interviene per la IBP l’Ing. SANCHINI per precisare che tutte le acque di processo sono sottoposte a depurazione unitamente a quelle di prima pioggia; le uniche avviate direttamente verso corsi d’acqua superficiali sono quelle di seconda pioggia.
Quindi Dott. BISOGLIO A.R.P.A Piemonte, Dipartimento Provinciale di Alessandria, il cui parere si allega quale parte integrante e sostanziale del presente verbale, elenca le componenti ambientali potenzialmente interferite dalla realizzazione del progetto e la letture delle osservazioni finali che si riportano integralmente:
In considerazione della tipologia e delle notevoli dimensionalità delle opere in progetto, in ragione dell’entità dei livelli di consumo risorse, produzione e stoccaggio e tenendo conto delle caratteristiche del sito in esame e dei rischi potenziali per la salute pubblica, si ritiene che il livello di specificazione progettuale sia attualmente non esaustivo per una valutazione congrua dei potenziali impatti ambientali e che quindi sia opportuno un approfondimento ulteriore dei principali aspetti evidenziati in relazione.
A seguire la Dott.ssa REGGIANI da lettura del parere dell’A.S.L. 20, Azienda Sanitaria Locale, Alessandria e Tortona, [protocollo di ricevimento 132805 del 20/09/2007] dal quale si rileva quanto segue:
specificare la quantità e le modalità di approvvigionamento dell’acqua necessaria al ciclo produttivo, rammentando che l’acqua utilizzata nelle strutture di servizio (uffici, spogliatoi, servizi igienici) deve essere garantita potabile;
prevedere e specificare il numero di dipendenti dell’impianto;
indicare in relazione e planimetrie le strutture di servizio (uffici, spogliatoi, servizi igienici).
Si sottolinea inoltre come lo stato della progettazione presentata dalla documentazione prescinda quasi totalmente non solo dalle questioni di igiene e sicurezza del lavoro ma anche dalle questioni più strettamente connesse ai rischi esplosione ed incendio, se non per l’indicazione che il sistema di ricezione e movimentazione del mais (o grano) sarà rispondere alla normativa ATEX.
Pur prendendo atto che la documentazione analizzata si pone principalmente il problema della compatibilità territoriale ed ambientale si rilevano alcuni aspetti che, anche in questa fase avrebbero dovuto per lo meno essere citati:
1)non è stato presentato un prospetto sugli agenti e preparati chimici che si prevede di utilizzare come materia prima o accessoria (esempio viene citato l’utilizzo di ammoniaca per correzione Ph senza che ne sia ipotizzata la quantità), oppure da stoccare come prodotto finito o prodotto secondario;
2)non sono riportati i principali rischi derivanti dall’utilizzo e stoccaggio di tali agenti chimici anche in riferimento alle questioni legate all’esplosione ed incendio (vedi scheda etanolo);
3)si ribadisce come siano omesse le previsioni di locali spogliatoio, docce, Wc e altri locali accessori;
4)la rumorosità in questa fase è stata valutata per quanto riguarda l’impatto sull’esterno. Si ricorda che gli interventi di mitigazione acustica verso l’esterno possono interferire con l’esigenza di ridurre le esposizioni dei lavoratori.
La parola viene lasciata quindi all’Arch. MARZUOLI, Regione Piemonte, Settore Decentrato Urbanistica Territoriale, che da lettura del parere di competenza che si riporta integralmente:
1. Intervento proposto
Il progetto in esame prevede la realizzazione e l’esercizio di un impianto per la produzione di bioetanolo di potenzialità pari a 200.000 t/anno di alcool e secondariamente di un farina iperproteica ad uso zootecnico. La materia prima è rappresentata da cereali, principalmente mais e in minor parte grano.
Un primo problema che si presenta nella descrizione dell’intervento è rappresentato dalla mancata chiarezza sul perimetro dell’area interessata. Dagli elaborati grafici di progetto non appare infatti chiara l’estensione effettiva dell’area d’intervento, dal momento che nelle corografie 1, 2, 3 e 4 dell’elaborato grafico “Progetto preliminare” è evidenziato in giallo come “area di intervento” un ambito molto più vasto (che parrebbe essere l’area in proprietà) rispetto a quanto analogamente definito nell’ “Ortofoto” n. 5 e nei successivi elaborati. Inoltre nell’elaborato 6 “Inquadramento urbanistico” è stata riportata con perimetro verde un’ ulteriore delimitazione di area “oggetto di variante da zona agricola A2 a zona industriale “I8” indicata di ampiezza pari a mq. 225.000. E’ del tutto evidente come tali incongruenze debbano essere opportunamente risolte per garantire una piena comprensibilità dei contenuti del progetto, necessaria premessa alla sua corretta valutazione ed all’espressione del parere del Settore scrivente.
L’area proposta per la realizzazione dell’impianto risulta ubicata nella frazione di Rivalta Scrivia del Comune di Tortona (distante circa 10 km. dal centro abitato di Tortona). Il sito ha una superficie pari a circa 107.300 mq. e si colloca nelle immediate vicinanze dell’interpoto di Rivalta Scrivia (distante circa 2 km. in direzione nord). L’impianto sarà realizzato parallelamente alla ferrovia Tortona – Novi, dalla quale si staccherà presso la stazione di Rivalta Scrivia, un binario a servizio dell’impianto stesso. Il progetto prevede che la porzione posta lungo la ferrovia venga interamente dedicata allo scarico ferroviario per la movimentazione delle materie prime e dei prodotti.
Il corridoio di accesso veicolare innestato sulla strada vicinale Pavese, permetterà lo stazionamento degli autotreni in attesa dell’ingresso all’impianto, senza creare interferenze con la viabilità esterna. E’ previsto pertanto l’ampliamento a mt. 10 della stessa strada vicinale Pavese, la cui larghezza attuale appare essere insufficiente a svolgere il ruolo assegnato.
La fasce di confine saranno destinate a verde privato e piantumate con essenze di alto fusto in modo da creare zone filtro atte a schermare i possibili impatti visivi.
L’area, stanti le incertezze evidenziate più sopra, confina con:
- la strada comunale Padernina a nord,
- la ferrovia F.S. Tortona – Novi Ligure a ovest;
- una strada interpoderale a sud,
- la strada vicinale Pavese a est.
E’ previsto inoltre un arretramento progettuale dal confine est della proprietà di m. 75 rispetto dall’asse della ferrovia Tortona – Novi.
Il processo produttivo prevede le seguenti operazioni:
- approvvigionamento del mais per treno o autotreno;
- pulizia e stoccaggio mais;
- macinazione del mais;
- miscelazione con acqua calda e idrolisi enzimatica;
- fermentazione;
- lavaggio dell’anidride carbonica;
- distillazione con produzione di etanolo idrato e di una farina destinata alla zootecnia;
- essiccazione della farina (chiamata DDGS);
- disidratazione dell’etanolo;
- consegna dell’etanolo e del DDGS per treno o autotreno.
L’impianto è stato suddiviso secondo i seguenti comparti:
- Comparto A: Stoccaggio mais –superficie mq. 5.335;
- Comparto B: Mulino - Trattamento enzimatico - Fermentazione - superficie mq. 11.250;
- Comparto C: Trattamento CO2 - superficie mq. 1.100;
- Comparto D: Energia - Antincendio - superficie mq. 3.150;
- Comparto E: Centrifughe - Driver - Evaporizzazione - DDGS - superficie mq. 1.100;
- Comparto F: Manutenzione - superficie mq. 2.600;
- Comparto G: Distillazione – Disidratazione - Stoccaggio etanolo - superficie mq. 6.000;
- Comparto I: Ingresso - Direzione - superficie livello zero mq. 600, livello 1 mq. 500, postazione mq. 65;
- Comparto L: a disposizione - superficie mq. 6.475.
| Tabella sintetica dalle superfici |
mq. |
| |
|
| superfici coperte |
20.000 |
| superfici scoperte a disposizioni |
24.000 |
| comparto ferroviario |
20.000 |
| strade |
23.800 |
| aree verdi |
18.000 |
| parcheggi |
1.500 |
| |
|
| superficie totale |
107.300 |
Sono previste aree da asservire ad uso pubblico per una superficie complessiva pari mq. 45.000, che costituiscono il 20% della superficie territoriale
Risultano presenti i seguenti vincoli:
- vincolo di inedificabilità di 200 m. dal confine dell’attività produttiva Noble Sport;
- vincolo di inedificabilità TAV;
- arretramento strada vicinale Pavese: m. 10;
- arretramento da confine: m. 15.
Dall’esame della “Relazione Tecnica per la verifica di assoggettabilità alla procedura di via”, punto 2.2 – Localizzazione dell’area, si apprende che il sito non è dotato di alcuna infrastruttura o servizio.
2. Regime dell’area di intervento e problematiche emerse
Il comune di Tortona è dotato di P.R.G.C. approvato con Deliberazione G.R. n. 43 – 42735 del 30 gennaio 1995, di prima Variante strutturale approvata con Deliberazione G.R. n. 37 – 15684 del 30 dicembre 1996, di seconda Variante strutturale, di tipo normativo, approvata con Deliberazione G.R. n. 18 – 6108 del 11 giugno 2007. Inoltre il Comune ha portato a compimento ben ventiquattro Varianti parziali.
Dalle informazioni raccolte, con Deliberazione C.C. n. 70 del 26 luglio 2007, il Comune di Tortona ha adottato il progetto preliminare della venticinquesima Variante Parziale, ai sensi dell’art. 17, comma 7, della L.R. 56/77 e s.m.i., avente per oggetto proprio l’area in esame, interessata dalla costruzione dello stabilimento ed annesse pertinenze.
Corre l’obbligo in primo luogo evidenziare che il Settore scrivente non ha avuto modo di visionare tale strumento urbanistico, ancora allo stadio di progetto preliminare, in quanto secondo le disposizioni di legge i Comuni inviano in Regione, per conoscenza, copia delle Varianti parziali ad approvazione definitiva ormai avvenuta. Inoltre non è risultata ancora pervenuta in Provincia copia del preliminare della Variante in questione, per cui, per le successive considerazioni attinenti i contenuti della Variante parziale questo Settore si è basato sul certificato di destinazione urbanistica trasmesso direttamente al Settore dal Comune (e allegato alla presente) e sulle informazioni fornite in via ufficiosa dall’ l’Ufficio Tecnico comunale. Appunto, sulla scorta dei riscontri ricevuti dall’Ufficio Tecnico comunale, si è appreso che la delibera del preliminare è divenuta esecutiva di recente ed è stata posta in pubblicazione dal 14.09.07 al 13.10.07; nel frattempo risulterebbe inviata copia all’Ufficio Pianificazione Territoriale della Provincia per l’esame di compatibilità rispetto alle previsioni del P.T.P. Emerge quindi con evidenza che l’iter della suddetta Variante Parziale risulta allo stadio iniziale, essendo lo stesso destinato a concludersi soltanto con l’approvazione del progetto definitivo da parte del Consiglio comunale.
Per la successiva analisi della situazione urbanistica si è fatto riferimento: al certificato di destinazione urbanistica emesso dal Comune in data 10.09.2007 e trasmesso via fax al Settore scrivente (vedasi allegato); alle tavola 2 della cartografia nonché all’elaborato 6 del fascicolo “Progetto preliminare”; a quanto illustrato nella “Relazione Tecnica per la verifica di assoggettabilità …”, capitoli 8.4 e 8.5, nonché ad informazioni ricevute in via informale dall’Ufficio Tecnico comunale.
In sintesi l’area interessata dalla costruzione dello stabilimento e pertinenze presenta il seguente regime urbanistico:
Rispetto al Piano vigente, la porzione preponderante del sito ricade in area agricola “A.2 zone a destinazione agricola” di cui agli artt. 4, 5 e 6 delle NTA del Piano vigente. Una restante piccola nord porzione (a “peduncolo”) dell’area in aderenza al tracciato ferroviario ricade in aree I.8 “Zone con aree di nuovo impianto e di completamento edilizio e infrastrutturale destinate alla movimentazione ed allo stoccaggio delle merci”, con obbligo di SUE, tali zone sono disciplinate dall’art. 49 bis delle N.T.A.
Si segnala la presenza di “fasce ed aree di rispetto” relative a viabilità e ferrovia, secondo quanto disciplinato dall’art. 61 delle NTA; di un fascia di inedificabilità connessa a distanza di sicurezza per lavorazione, trattamento o deposito sostanze esplosive ( in rapporto alla presenza dell’attività produttiva Nobel Sport); nonché la prossimità di un cantiere del Terzo Valico, in rapporto alle indicazioni fornite dal progetto definitivo della linea ferroviaria AV/AC Milano/Genova Terzo Valico.
Rispetto al progetto preliminare della Variante parziale, al presente in regime di salvaguardia, adottato con Deliberazione C.C. n. 70 del 26 luglio 2007, ci si limita a citare quanto dichiarato nel certificato di destinazione urbanistica del 10.09.’07, secondo cui l’area in questione “..è stata trasformata in zona industriale I8-comparto a”. Da contestuali riscontri informali si è avuto modo di apprendere che l’area verrebbe assoggettata a permesso di costruire convenzionato. Presumibilmente la situazione vincolistica indicata nel Piano vigente non risulterebbe modificata dal progetto preliminare della Variante parziale.
Relativamente a quanto esposto in precedenza ed ai contenuti del progetto di intervento si ritiene opportuno evidenziare i seguenti aspetti problematici:
• viene a mancare la possibilità di condurre un esauriente e conclusivo accertamento della compatibilità urbanistica dell’intervento dal momento che non si conoscono ancora i contenuti definitivi della Variante parziale il cui progetto preliminare è stato di recente adottato in Consiglio Comunale. In base a tale nuovo strumento urbanistico, pur essendo in regime di salvaguardia, NON può essere delineata la situazione urbanistica definitiva dell’area interessata dall’intervento, essendo la stessa suscettibile di successive modifiche. Si rammenta infatti che ai sensi dell’art. 17, comma 7 della L.R. 56/77 e s.m.i., il progetto preliminare deve essere posto in pubblicazione per consentire l’espressione di osservazioni da parte di privati e deve essere inviato in Provincia per la verifica di compatibilità col P.T.P. Pertanto la valutazione condotta dal Settore scrivente non può essere considerata conclusiva, dal momento che risulta tassativamente subordinata alla regolare conclusione dell’iter procedurale della Variante parziale in discussione.
• Si sottolinea altresì la necessità che i contenuti del progetto proposto siano resi pienamente coerenti con quelli definitivi della Variante parziale sia in termini di modalità di intervento (da stabilire univocamente il ricorso al SUE - peraltro auspicabile - o al permesso di costruire convenzionato, indicando ulteriori eventuali prescrizioni cautelative e specificando con chiarezza la situazione vincolistica) sia in termini di delimitazione delle aree effettivamente interessate dall’intervento e relative pertinenze, valutando la possibilità di indicare e regolamentare in modo mirato l’ampliamento della strada vicinale Pavese e del sottopasso e/o in alternativa individuare ex novo una viabilità di accesso alternativa.
Da rilevare di conseguenza che gli elaborati del progetto in esame predisposti nel luglio 2007 non hanno ovviamente potuto fornire riscontri approfonditi circa i contenuti di tale Variante parziale per un problema di tempistica e quindi in una fase successiva si dovrà ovviare a tale carenza, ammesso che tale Variante giunga al termine dell’iter.
• Dagli elaborati di progetto non appare definita la posizione dell’azienda rispetto alla normativa Seveso sulle aziende a rischio di incidente rilevante (artt. 6,7,8 del D. LGS. 334/1999). Non risultano inoltre valutate le eventuali interferenze tra la produzione di etanolo in oggetto e la presenza di attività produttive a rischio limitrofe che trattano sostanze pericolose (vedasi Nobel sport che tratta sostanze esplosive) né con le nuove industrie che possono configurarsi a rischio insediabili o in corso d’insediamento nel territorio di Tortona. E’ quindi necessario che siano valutate le ricadute territoriali connesse alla presenza sul territorio di industrie a rischio preesistenti, ed alla nuova attivazione di aree produttive ove si producono o trattano sostanze pericolose con attività a rischio ulteriormente insediabili. Al riguardo si ritiene opportuno allegare una nota, in data 14.09.2007, del Settore Grandi Rischi industriali della Direzione Regionale Ambiente di recente inviata per conoscenza al Settore scrivente, relativa alla situazione presente nel comune di Tortona. Si ritiene altresì di proporre che la prima citata struttura regionale venga coinvolta nel procedimento in corso o che almeno le venga inviata copia della documentazione di progetto per l’espressione di un pronunciamento di competenza.
• L’accessibilità viabilistica all’area secondo gli elaborati di progetto (Tavola n. 100 in scala 1:1.000 ed elab. grafici 7, 9, 11, 12, 14 e 15 del fascicolo Progetto preliminare) sarà garantita dalla Strada vicinale Pavese che viene indicata in ampliamento fino raggiungere i 10 metri, compreso il sottopasso alla viabilità esistente in corrispondenza del cavalcavia ferroviario. Sul posto si è potuto infatti rilevare che il suddetto sottopasso presenta una luce insufficiente a garantire il transito in contemporanea di due mezzi pesanti che passano in direzioni opposte. Tuttavia sempre in sede del sopralluogo in data 6 settembre, si è appreso, dai Progettisti incaricati, della sussistenza di una nuova ipotesi secondo cui, in alternativa all’ampliamento del sottopasso, potrebbe essere realizzato un nuovo tracciato stradale, nei pressi del sovrappasso ferroviario, che verrebbe raccordato alla viabilità esistente diretta all’Interporto. Dell’alternativa esposta in quell’occasione non si rinviene traccia negli elaborati di progetto esaminati. Occorre quindi sia fatta chiarezza su questo aspetto fondamentale per l’attivazione dell’intervento al fine di assicurare una risoluzione efficace alla problematica dell’accessibilità su strada - benché definita secondaria rispetto alla movimentazione merci su rotaia - anche alla luce del fatto che è previsto un transito giornaliero di circa 50/70 automezzi (vedasi dato di 50 mezzi fornito al cap. 10.6, pag. 124, della “Relazione Tecnica per la verifica di assoggettabilità..” e dato di 70 autotreni giornalieri riportato alla pag. 15 della Sintesi non Tecnica).
• Non sono chiarite, né illustrate negli elaborati, le modalità per l’allacciamento alla rete ferroviaria né se sia stato ottenuto un preventivo assenso e/o accordo in tal senso con R.F.I. Tale aspetto risulta fondamentale in quanto negli elaborati è dichiarato che la parte preponderante della movimentazione merci avverrà su rotaia; se tale modalità non fosse realizzabile, tutto il transito di prodotti in entrata e in uscita graverebbe su strada, con la conseguenza di dover rimettere in discussione completamente l’impostazione progettuale da questo punto di vista.
Riscontrate ancora alcune incongruenze negli elaborati costitutivi del progetto di intervento si esprimono i seguenti rilievi:
o dovrebbe essere indicata univocamente quale sia l’area oggetto di intervento differenziandola dall’area in disponibilità (vedasi puntuale rilievo al precedente punto 1 della presente relazione) ed inserendo i necessari riferimenti alla perimetrazione dell’area indicata nel progetto definitivo, di futura adozione da parte del Consiglio comunale, della Variante parziale ed alle rispettive prescrizioni.
o Dovrebbero essere modificati gli elaborati grafici e i relativi commenti inerenti alla problematica dell’accessibilità su gomma qualora si decidesse di individuare tratti di nuova viabilità, in coerenza coi contenuti della Variante parziale, per agevolare ulteriormente l’accessibilità al sito o comunque andrà meglio dimostrata la “sostenibilità” dell’attuale proposta basata sul potenziamento della viabilità esistente e sull’allargamento dell’attuale sottopasso. Dovrà essere altresì chiarita la fattibilità del transito merci su rotaia.
o Dovrebbe essere modificata, all’interno degli elaborati descrittivi e nella legenda dell’elaborato 9 “Standards urbanistici” del fascicolo Progetto preliminare, la dizione “superfici coperte” in quanto farebbe sembrare edificabili alcune porzioni (nei comparti G, L, D, C) che viceversa non possono esserlo dal momento che ricadono all’interno di un vincolo di inedificabilità. Presumibilmente tali porzioni corrispondono a platee o comunque a superfici pavimentate.
3. Parere Settore Urbanistico Territoriale - Area Provincia di Alessandria.
Come già anticipato al precedente punto 2, e stanti gli elementi di cui si è a conoscenza, si riscontra una palese difformità rispetto al PRG vigente nel Comune di TORTONA, a fronte di una ipotizzabile, e da sottoporre ad ulteriore accertamento, compatibilità di massima dell’intervento proposto rispetto al progetto preliminare di una Variante parziale, al presente in regime di salvaguardia, adottata con Deliberazione C.C. n. 70 del 26 luglio 2007, al momento in fase di pubblicazione.
E’d’obbligo quindi precisare che la valutazione condotta dal Settore scrivente non può essere considerata conclusiva, dal momento che risulta tassativamente subordinata alla regolare conclusione dell’iter procedurale della succitata Variante parziale.
In rapporto alle puntuali considerazioni formulate al punto 2, si ritiene non definita a sufficienza la questione relativa alla posizione dell’azienda rispetto alla normativa Seveso sulle aziende a rischio di incidente rilevante (artt. 6,7,8 del D. LGS. 334/1999), inoltre non risultano valutate le eventuali interferenze tra la produzione in esame e la presenza di attività produttive, a rischio, limitrofe che trattano sostanze pericolose e nuove industrie a rischio insediabili nel territorio di Tortona. Non appare altresì analizzata a sufficienza e definita in modo del tutto risolutivo e coerente coi contenuti della Variante parziale al presente allo stadio di progetto preliminare, la problematica dell’accessibilità all’area.
Per le ragioni sovraesposte il Settore scrivente ritiene, in conclusione, che il progetto di cui all’oggetto venga sottoposto alla successiva fase di V.I.A. ai sensi dell’art. 12 della L.R. 40/1998.
Si richiamano inoltre i dettagliati rilievi su alcuni contenuti “formali” degli elaborati di progetto, esposti in tre punti al precedente paragrafo 2.
Si propone di valutare la possibilità che il Settore Grandi Rischi industriali della Direzione regionale Ambiente venga coinvolto nel procedimento in corso o che almeno venga inviata a tale Struttura copia della documentazione di progetto per l’espressione di un pronunciamento di competenza, specialmente in relazione alla prossimità di un’attività a rischio di incidente rilevante.
Per quanto attiene, infine, alla verifica delle eventuali interferenze tra il tracciato del Terzo valico ed opere connesse (cantieri di valico) ed il progetto in esame, si rammenta la necessità di considerare il progetto definitivo del “Terzo valico dei Giovi” di cui alla Deliberazione del CIPE del 29 marzo 2006, pubblicato sulla G.U. del 25 agosto 2006, oramai approvato a tutti gli effetti. A questo riguardo si demanda all’ ente competente (RFI), peraltro coinvolto nel procedimento in atto, il pertinente accertamento nel merito.
Interviene la Sig.ra THALER, Comune di Tortona, per precisare che il RIR è già stato predisposto dal Comune e inserito nella variante strutturale approvata dalla Regione nel 2007.
A seguire l’Ing. COFFANO per precisare a tutt’oggi alla Provincia di Alessandria non risulta ancora depositata la variante parziale, inoltre, che per quanto riguarda la valutazione tecnica sulle Industrie e Rischio, le istruttorie sono condotte da A.R.P.A. cui fa capo anche la struttura complessa U.C.R.T., proprio per la valutazione dei rischi da incidente rilevante.
Quindi la parola viene lasciata al Sig. RICCA, ENEL Distribuzione di Alessandria, che chiede di meglio chiarire che tipo di energia verrà prodotta e in quale quantità.
Risponde, per la IBP, Ing. SANCHINI per precisare che l’impianto cogenera da metano autoproducendo energia per il proprio fabbisogno [la cogenerazione dovrebbe avere una potenzialità di circa 9,3 megawatt]; in ogni caso dovendo essere garantita la funzionalità dell’impianto, ed essendo più difficoltoso l’allacciamento alla linea dell’alta tensione, ci si allaccerà alla linea di media tensione secondo le indicazioni dettate dall’ENEL.
L’ultimo intervento è quello del Geom. TAVERNA, sempre del Comune di Tortona che rileva quanto segue:
con riferimento alla procedura di che trattasi, vista la documentazione depositata dalla Società istante in data 3 agosto 2007 ed al fine di fornire ogni elemento di valutazione utile all'espressione del giudizio finale circa l'ammissibilità o l'esclusione dalla fase di valutazione ambientale del progetto per la realizzazione di un impianto di produzione bioetanolo da cereali, si rappresenta quanto segue.
L’area interessata dalla proposta progettuale è censita al N.C.T. dal Comune di Tortona al Fg. 87 mappali 9 (parte ), 10 (parte), 51,52,104 (parte) della superficie complessiva di mq 225000.
Il sito è ubicato nel territorio della frazione di Rivalta Scrivia e dista circa 10 Km in direzione sud-ovest dal centro della Città di Tortona, è raggiungibile dalla strada vicinale Pavese, che si diparte dalla strada Padernina ove è ubicata la Stazione Ferroviaria di Rivalta Scrivia.
Sotto il profilo urbanistico l’area è attualmente ubicata in zona agricola A2, disciplinata dall’art 1 e seguenti delle Norme di Attuazione del PRG vigente.
A tale proposito si evidenzia che a seguito di specifica richiesta di variazione urbanistica, il Consiglio Comunale con Deliberazione n. 70 del 26 Luglio 2007 ha adottato una variante parziale al PRG vigente, nell’ambito dalla quale è stata variata la destinazione urbanistica dell’area, da agricola A2 ad Industriale I8, comparto a).
In virtù del regime di salvaguardia, la normativa attualmente applicabile risulta essere quella riferita alla zona agricola A2, poiché maggiormente restrittiva rispetto a quella industriale come sopra adottata.
L’applicazione delle norme riferite alla zona industriale potrà verificarsi solo ad avvenuta approvazione della variante, una volta completata la procedura prevista dall’art. 17, comma 7 della L.R. 56/77 e smi. Una volta ultimata tale procedura le modalità di intervento saranno quelle prescritte dall’art. 49 bis delle Norme di Attuazione del PRG adottato con la deliberazione del Consiglio Comunale n 70 del 26 Luglio 2007.
Per quanto riguarda la presenza di eventuali vincoli si fa presente che l’area non reca vincoli architettonici né civili, né il sito risulta interessato da PAI ( Piano d’Assetto Idrogeologico), mentre ricade per una parte entro la fascia di rispetto di 200 mt dal limite della Zona Industriale I22.
La presenza della zona Industriale I22 all’interno della quale è collocata un’attività a rischio di incidente rilevante, determina altresì il rispetto dei disposti del R.D. 6.5.1940, n. 635, con particolare riferimento all’allegato B.
La presenza di viabilità e linea ferroviaria, impone il rispetto degli arretramenti fissati dalle rispettive normative di riferimento.
Dall’esame degli elaborati prodotti l’area oggetto di intervento risulta erroneamente individuata, poiché di superficie differente rispetto a quella prevista nella variante urbanistica; tale erronea individuazione appare dalla lettura degli elaborati planimetrici 1 – 2 – 3 – 4 allegati all’istanza di verifica. Occorre pertanto che si provveda ad apportare le dovute modifiche.
E' inoltre parere della scrivente Amministrazione che occorra predisporre uno studio particolareggiato sulla logistica che attenga all'impianto, al momento della sua entrata a pieno regime; si ritiene che lo studio debba contenere le previsioni circa l'utilizzo delle infrastrutture interessate, e, per quanto riguarda le arterie stradali coinvolte, i dati afferenti gli attuali flussi viabilistici, l'incidenza che su questi potrà arrecare il proposto impianto ed i possibili interventi strutturali a loro mitigazione.
Si comunica infine che l’Amministrazione Comunale ha in previsione di indire a breve un incontro con la popolazione frazionale interessata, con l'intento di presentare per quanto meglio possibile l'impianto in oggetto, puntualizzandone i vari aspetti realizzativi e gestionali.
Conclusi gli interventi viene lasciata la parola ai rappresentati della Ditta; l’Ing. SANCHINI, quindi, effettuata alcune considerazioni di carattere generale relative a quanto detto in sede di Conferenza, in particolare riferentesi al chiarimento che la Fase di Verifica in itinere è una fase che prescinde da ogni rilascio di autorizzazione e dalla non competenza da parte dell’Istante di effettuazione di uno studio su argomenti di non stretta pertinenza con l’impianto.
La seduta si scioglie alle ore 11.30.
IL VERBALIZZANTE
(Dott.ssa Alessandra Iannucci)
IL DIRIGENTE DI DIREZIONE
(Ing. Claudio Coffano)