RIVALTA DICE NO AL MEGA-IMPIANTO PER PRODURRE (BIO)ETANOLO
Perché inquina e snatura l’ambiente:
480 tonn./giorno di CO2 rilasciate in atmosfera,
rumori, polveri, luminosità notturna, utilizzo massiccio di acqua, aumento del traffico pesante, grande impatto sul paesaggio.
Perché l’etanolo non è conveniente:
fornisce meno energia di quanta ne serve per produrlo, necessita di contributi pubblici per stare sul mercato
(in Austria e in Germania si chiudono impianti perché non più economicamente sostenibili; in Francia stanno sorgendo grossi problemi in proposito).
Perché l’etanolo non riduce i gas serra:
infatti riduce di poco la CO2 ma fa aumentare l’ozono e alcuni gas pericolosi. Altre soluzioni sono preferibili: pannelli solari e fotovoltaici, impianti solari termodinamici, coibentazioni isolanti delle abitazioni, piccoli impianti a bio-masse per la produzione di energia da utilizzare in ambito locale, riduzione degli sprechi.
Perché eticamente scorretto:
coltivare cereali o altre piante per farne carburanti per le auto sottrae terreni alla produzione di cereali per l’alimentazione umana, fa aumentare i prezzi dei cereali e fa aumentare la fame nel mondo
(L’O.N.U. ha definito la produzione di etanolo per autotrazione “un crimine contro l’umanità”).
Perché Rivalta ha già dato:
l’espansione delle attività logistiche e industriali ha già penalizzato la frazione; le cave stanno deturpando il nostro territorio; il conseguente traffico, sempre più opprimente
(5750 autovetture e moto e 1420 autocarri ogni giorno), inquina pesantemente l’aria e mette a rischio l’incolumità degli abitanti. Nonostante le pressanti richieste rivolte alle amministrazioni comunale e provinciale, nessuna misura efficace è stata predisposta per arginare il fenomeno (piano cave, controllo elettronico della velocità a mezzo “tutor”, circonvallazione).
Perché Rivalta sta diventando INVIVIBILE:
l’Amministrazione comunale deve tutelare la salute e l’incolumità fisica dei cittadini prima degli interessi economici degli industriali. Viviamo già in una zona a rischio per la salute ma, a causa dei nuovi insedia-menti (Boero, Terminal Europa), la situazione è destinata a peggiorare. Le promesse di misure adeguate non sono sufficienti: servono provvedimenti urgenti e non impianti dannosi e successive “opere di compensazione” per i danni causati.
Non vogliamo che si distrugga mais per far correre i SUV, danneggiando l’ambiente.
Abbiamo il diritto di continuare a vivere sul nostro territorio.
Firmate anche voi la petizione.
COMITATO CIVICO PER RIVALTA VIVIBILE
Rivalta Scrivia, 16 gennaio 2008