Intervento del presidente del Comitato Civico per Rivalta Vivibile al Consiglio Comunale APERTO del 7 aprile 2008
Questa vicenda nasce il 26 luglio 2007 con l’adozione, con procedura d’urgenza ingiustificata e quasi segreta, della variante d’uso del terreno su cui s’intendeva costruire il mega-impianto (nessuno, a Rivalta, ne sapeva nulla ad eccezione dei due consiglieri rivaltesi).
E’ proseguita nell’ambiguità il 27 luglio, quando il Sindaco, la Giunta e la I.B.P. hanno presentato il progetto ai cittadini rivaltesi, scarsamente presenti poiché non avvertiti.
L’informazione è stata tardiva e ingannevole. Sono stati citati solo gli aspetti positivi omettendo volutamente quelli negativi.
Molti sono invece coloro che hanno espresso pesanti dubbi sul progetto. Cito a caso alcuni esempi.
Il vice-direttore de “La Stampa” Vittorio Sabadin in un recente incontro con gli studenti di Tortona ha detto: “La corsa ai biocarburanti è un errore; meglio utilizzare i campi per produrre cibo per gli uomini anziché per le automobili. Purtroppo è diventato un business che produrrà un aumento sempre più forte del costo del cibo.”
Jacopo Giliberto su “Il Sole 24 Ore” (giornale che ha sponsorizzato la Conferenza della I.B.P.) scrive: “La tecnologia convenzionale spesso richiede per la coltivazione più energia di quanta non se ne ottenga”.
Joe Fargione - autore di uno studio pubblicato su “Science” - dice dei biocarburanti: “Il rimedio è peggiore del male: aumentano l’effetto serra”.
Renton Righelato - coautore di uno studio inglese citato sul “Secolo XIX” del 19 agosto 2007 - afferma, tra l’altro: “Le piante sono in grado di assorbire anidride carbonica fino a nove volte in più rispetto ai potenziali vantaggi ottenuti con i biocarburanti. L’Unione Europea sbaglia: è paradossale combattere l’emissione di CO2 incentivando l’utilizzo di energie rinnovabili e non promuovendo il rimboschimento”.
La rivista dell’ACI “Automobile” di febbraio dichiara: “Usare coltivazioni destinate all’alimentazione per produrre combustibili ecologici significa affamare le popolazioni più povere”.
Su “La Stampa” del 18 marzo 2008, Carlo Maresca presidente cerealicoltori di Confagricoltura afferma: “Assurdo piantare mais con la siccità che c’è nell’Italia del sud (e a Rivalta – affermo io) e quando il frumento vale 522 €. a tonnellata”,
mentre Romano Prodi si dichiara preoccupato “perché la domanda di terreni agricoli per produrre carburanti ha contribuito a far impazzire i listini. In molti casi questa fonte alternativa diventa conveniente solo perché sostenuta da sussidi”.
Ma quello che più dovrebbe scuotere le nostre coscienze è il sapere che l’O.N.U. ha definito la produzione di etanolo per autotrazione “un crimine contro l’umanità”.
Coloro che, nonostante tutto, sono a favore dell’impianto parlano di sviluppo, occupazione, opportunità, ricerca, …… dicono che non si deve essere contrari a tutto!
Non lo siamo! Anche noi siamo favorevoli allo sviluppo, purché si tratti di sviluppo vero, compatibile con l’ambiente e con il benessere delle persone che in quell’ambiente vivono.
Questo non è il caso.
Qui si rischia di costruire una cattedrale nel deserto, che stravolgerà per sempre il nostro territorio, già pesantemente penalizzato da altre scelte opportunistiche, che non servirà a nulla se non a lucrare un po’ di sovvenzioni e che verrà probabilmente abbandonata nel giro di pochi anni. Per farne poi che cosa?
Voi siete già in condizione di valutare gli effetti devastanti di una decisione sbagliata: quell’enorme parallelepipedo che si sta costruendo all’ingresso di Tortona impedirà per sempre la vista di parte del castello e del campanile della Madonna della Guardia a chi entra in città da ovest. Volete anche togliere ai rivaltesi la vista del Monte Rosa?
L’ing. Ghisolfi ha recentemente dichiarato ad un conoscente di non avere più intenzione di costruire l’impianto, salvo poi smentire tutto a notizia pubblicata. Però l’ing. Ghisolfi non si è accorto di avere nel contempo smentito se stesso. Infatti, il 27 luglio 2007 a Rivalta Scrivia, ad una precisa domanda rivolta all’ing. Sanchini ha fatto rispondere che “avrebbe ritirato il progetto se i rivaltesi glielo avessero chiesto: purché non si trattasse di una sola persona”. Oggi sono già 4000 i cittadini che glielo chiedono e lui non onora il suo impegno.
Quanta credibilità possiamo attribuire alle sue affermazioni e alle sue smentite?
Se l’ing. Ghisolfi ritiene infondate le affermazioni udite, se ritiene il progetto valido sotto ogni punto di vista, perché non lo realizza a suo rischio, sul suo terreno, alla Cassana, davanti casa sua, e con i soldi suoi, senza usufruire di contributi pubblici in qualsiasi forma elargiti?
Perché non accetta che quel terreno resti agricolo? Vi potrebbe piantare alberi in quantità e sviluppare tutte le ricerche che vuole.
Rivalta ha necessità di un piano regolatore che favorisca uno sviluppo equilibrato del paese, di una circonvallazione, di un poco di tranquillità, non di depositi tossici o pericolosi e di impianti devastanti.
Inoltre un fatto nuovo viene a gravare sulla vicenda.
Il 18 marzo il nostro SINDACO è stato condannato a 16 mesi di reclusione per fatti connessi alla sua attività istituzionale. Poche ore dopo la sentenza ha chiesto la fiducia al Consiglio Comunale affermando che … “la sentenza era sbagliata”.
Nonostante questa azzardata affermazione, con cui il Sindaco ha messo in dubbio le capacità del Tribunale di Tortona, una risicata maggioranza gli ha confermato la fiducia.
Tortona è ora governata da un Sindaco molto indebolito, che non ha sentito il dovere morale di dimettersi e che può contare su una maggioranza fragile. A meno che questa non venga supportata da una parte dell’opposizione. Ma con quali motivazioni, si chiedono i cittadini?
Possibile che gli affari privati debbano sempre prevalere sul bene pubblico?
Chi sono quei Consiglieri che si vogliono assumere la responsabilità politica di imporre alla popolazione la decisione assunta da un’amministrazione zoppa e poco credibile, solo per favorire gli interessi di alcuni privati? Lo vorremmo sapere al di la di ogni ambiguità.
Chiediamo a ogni singolo Consigliere di votare secondo coscienza, senza subire le imposizioni dei padroni dei partiti, e di NON APPROVARE la delibera, salvaguardando così la “vocazione agricola delle frazione” che più volte è stata inutilmente ricordata. L’astensione, in questo caso, non avrebbe alcun significato, servirebbe solo a confondere qualche persona.
Noi rivaltesi insieme ad altri firmatari della “petizione”, terremo conto delle singole posizioni, e alle prossime elezioni amministrative premieremo col voto quei Consiglieri che avranno il coraggio di VOTARE CONTRO la delibera.
Il 13 aprile, trattandosi di elezioni politiche, ci limiteremo a disertare le urne nel caso la variante venisse approvata.
Questo non deve essere inteso come un comportamento poco civico, bensì come una protesta legittima contro una decisione che i cittadini di Rivalta subiranno come una imposizione e alla quale continueranno ad opporsi con le modalità più appropriate.
Qualcuno vi spiegherà che il “Comitato” non rappresenta tutti i cittadini di Rivalta: è vero, per ora ne rappresenta solo il 79%, ma, non vi preoccupate, vedrete che crescerà.
Grazie per la vostra attenzione.